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AVVIO DEI CORSI DI FORMAZIONE PER L’OTTENIMENTO DELLA QUALIFICA DI MECCATRONICO

Informiamo le imprese di autoriparazione iscritte nelle sezioni “meccanica-motoristica” e/o “elettrauto” che la PEGASO SAS - Confartigianato Imprese Roma, in collaborazione con l’istituto CNOS – FAP Gerini, hanno avviato i percorsi formativi rivolti alle persone che lavorano nel settore dell’Autoriparazione e che, a seguito dell’introduzione della una nuova normativa, debbano conseguire l'abilitazione di MECCATRONICO

Le persone interessate possono compilare il modulo allegato o contattare i nostri uffici per ulteriori informazioni.

 

Le lezioni si terranno presso l’istituto professionale

TERESA GERINI - CNOS FAP  a Roma in via Tiburtina 994.

Successivamente alla raccolta delle iscrizioni verrà comunicato il calendario delle 40 ore

 

L'evoluzione delle professioni, come il meccanico e l'elettrato, subiscono trasformazioni tecnologiche che richiedono un adeguamento anche nell'attività dell'autoriparazione. Con la legge n. 224/2012 si individuano le attività di: meccatronica, carrizzeria e gommista. Il meccatronico sostituisce le professioni dell'elettrauto e del meccanico, unendo le stesse in un'unica figura: il Tecnico Meccatronico delle Autoriparazioni. La figura sarà altamente specializzata, grazie anche ai nostri CORSI DI FORMAZIONE per conseguire l'abilitazione.

Storia del termine: Nautica

Dal latino nauta (marinaio), il termine nautica ha assunto oggi un significato generico con il quale si individuano tutte quelle attività, siano esse manuali o intellettuali, pratiche o scientifiche che hanno comunque attinenza con il mare, con la costruzione di navi e con la navigazione. La nave, oggi come ieri e come domani, costituisce oltre che un mezzo per affermare la supremazia dell’uomo sull’ambiente che lo circonda, anche un veicolo d’esplorazione e di scoperta, uno strumento per trasportare uomini e merci e aprire nuove vie commerciali ma soprattutto una manifestazione di fede e d’amore per il mare.


Nautica da diporto

La nautica da diporto è quell’attività che si svolge con natanti, imbarcazioni, velieri e navi per scopi sportivi o ricreativi, senza finalità di lucro. A seconda della lunghezza le unità da diporto si suddividono in natanti, imbarcazioni e navi. I natanti non hanno l'obbligo dell'iscrizione nei registri delle imbarcazioni da diporto (R.I.D.) tenuti dalle Capitanerie di Porto e dagli Uffici Circondariali Marittimi, né della licenza di navigazione e del certificato di sicurezza. Il proprietario ha comunque facoltà di iscriverli: in tal caso i natanti registrati seguono il regime giuridico delle imbarcazioni.


Nautica e Italia

La nautica - L'Italia è la destinazione ideale per gli amanti della nautica con 7.458 km di costa, numerosissimi i paesi e le città che si affacciano sul mare offrendo un riparo naturale. Una costa mossa e frastagliata ci svela di volta in volta golfi da sogno, baie nascoste, insenature e calette che soddisfano le esigenze di chi ama il mare in un intreccio unico di profumi, colori e percezioni visive. Il vento e il sole sono fedeli compagni di viaggio e accompagnano le barche in navigazione lungo i litorali o in mare aperto.

 

L'Ecoscandaglio

L'ecoscandaglio (o ecogoniometro) è uno strumento usato nella Nautica per misurare la profondità del mare (laghi, fiumi ecc.), sinonimo di SONAR (SOund Navigation And Ranging, navigazione e misura distanze col suono), tecnologia che usa un segnale sonoro che viene riflesso dal fondo; il tempo impiegato dal segnale per compiere il percorso barca-fondo-barca viene misurato e diviso per due. È la diretta evoluzione dello scandaglio, antico strumento usato per millenni dai marinai. E' importante dotarsi di batterie nautiche specifiche vedi: Batterie Gestione Sicurezza Nautica.

Tratto da Ottantadue Cobat Anno 15 - Nr.4 - Settembre 2013

Compie vent’anni la Pegaso sas di Roma, la più grande azienda laziale nella commercializzazione di batterie. Con il suo magazzino distributivo di 800 mq. a Roma, la Pegaso è un punto di riferimento imprescindibile per chi opera nel settore, soprattutto nell’area del Centro Italia. Un compleanno da ricordare e celebrare, quindi. Lo facciamo con il titolare Nicola Palangio, imprenditore vincente e uomo dai molteplici interessi, molto impegnato anche nella cultura e nel sociale. 

 Il titolare Nicola Palangio: «All’inizio ci occupavamo solo di batterie per l’avviamento, oggi spaziamo su tutto quanto riguarda l’accumulo di energia, compreso il solare».

Dottor Palangio, la Pegaso è arrivata a un traguardo che merita di essere celebrato. Com’è nata l’azienda e qual è la sua storia?
«Dopo 15 anni di lavoro nel mondo degli accumulatori, prima come dipendente di una società e poi come libero imprenditore, ho deciso di costituire una società. Quando ho dovuto scegliere il nome, ho voluto qualcosa di immaginario, un concetto onirico: Pegaso, il cavallo alato della mitologia.

L’azienda è nata nell’aprile 1993. All’inizio si occupava esclusivamente di batterie per avviamento, ma col tempo ci siamo trasformati in specialisti nel settore degli accumulatori al piombo. Abbiamo esperienza di tutto ciò che concerne l’accumulo di energia. Ci stiamo affacciando adesso alla frontiera delle nuove generazioni di batterie al litio, ma sostanzialmente ci occupiamo di accumulo dell’energia in tutte le sua sfaccettature: dalle batterie industriali per trazione e usi stazionari alle batterie avviamento, dalle batterie tradizionali a quelle al gel, a ricombustione di gas alle AGM, tutte impiegate in diverse applicazioni dalla pulizia industriale fino al solare.

In quest’ultimo settore puntiamo a costruire batterie importanti, che si sposano con i nuovi progetti solari, con un arco di vita che può arrivare a 12-15 anni; è un progetto da portare avanti in sinergia con chi si occupa di installazione di pannelli fotovoltaici. Inoltre siamo presenti in maniera consolidata nel settore nautico: è una delle nostre passioni, oltre che uno sviluppo commerciale, un settore in cui siamo riconosciuti per la qualità delle consulenze che forniamo. In questa fetta di mercato abbiamo realizzato interessanti primi impianti con l’ausilio di alcuni costruttori. Poi abbiamo tutto il settore del tempo libero, in particolare la camperistica. E siamo presenti anche nel settore industriale: molte aziende hanno bisogno di accumulatori, che non sono ovviamente quelli di avviamento. «In due decenni più che il mercato siamo cambiati noi. Molti mutamenti ci sono stati però nelle normative e in questo siamo sempre stati al fianco dei clienti con le nostre consulenze».

Da qui il passo è breve per seguire il percorso di vita dei pannelli solari e gli impianti dei gruppi di continuità. Le nostre batterie sono anche presenti in montagna per il monitoraggio del clima e al centro italiano di vulcanologia, e abbiamo collaborato con l’Università La Sapienza alla realizzazione di un auto elettrica»

«In due decenni più che il mercato siamo cambiati noi. Molti mutamenti ci sono stati però nelle normative e in questo siamo sempre stati al fianco dei clienti con le nostre consulenze».

Come ha visto cambiare il mercato dal 1993 a oggi?
«Sostanzialmente non è cambiato. È una trasformazione in linea con il mutamento generale: più che il mercato siamo cambiati noi. A mutare sono state soprattutto le normative, un percorso che ho seguito in prima persona nel Consiglio direttivo di Confartigianato, per supportare la nostra rete di clientela consolidata da vent’anni. Oltre al rigore nella selezione e nel controllo dei prodotti, siamo stati al loro fianco nelle consulenze sulle normative. La clientela non ci chiede più “avete quel prodotto?”, perchè sanno che possiamo soddisfare qualsiasi richiesta e soprattutto lo possiamo fare in pronta consegna».

Com’è articolata la vostra rete vendita?
«Per quanto riguarda la commercializzazione e la distribuzione, la Pegaso è partita su base regionale. Poi ci siamo sviluppati su base nazionale per quanto riguarda i prodotti di nicchia. Non siamo presenti oltre il Centro Italia per quanto riguarda le batterie di avviamento. La Pegaso è presente nel settore nautico anche grazie alla sua costante partecipazione alla fiera Big Blue di Roma, rassegna degli operatori e degli specialisti del settore. Siamo stati presenti a tutte le edizioni e una volta con due batterie pescate nel porto di Civitavecchia piene di mitili. Le ho inserite sotto una teca di plexiglass e le abbiamo portate alla fiera per sensibilizzare i visitatori alla tutela ambientale del mare. Lo abbiamo fatto con Cobat, che ci ha appoggiato con tutto il suo materiale documentario. Ci è sembrato naturale portare sempre più avanti il rapporto con Cobat, al punto che nel 2009 abbiamo costituito Pegaso Recycle, che si occupa, sempre attraverso il Consorzio, del recupero delle batterie esauste sul mercato. La nostra rete di clienti ha risposto immediatamente a questa iniziativa».

Veniamo a due parole su di lei, dottor Palangio, e sulle sue affascinanti passioni. Lei è nientemeno che Cavaliere dell’Ordine dei Templari:
«Ho intrapreso da tempo, per diletto e per ritagliarmi uno spazio personale, studi sulla Sacra Sindone e sul Cenacolo di Leonardo, due argomenti che mi appassionano moltissimo. Da qui la strada per arrivare ai Cavalieri Templari è stata breve. Ho tenuto molte conferenze benefiche per il Rotary International e per il Centro internazionale di sindologia di Torino; abbiamo organizzaro conferenze anche sul Cenacolo di Leonardo, che hanno ottenuto molto successo. In Sicilia, a Brolo, ero stato chiamato per una conferenza di illustrazione del percorso storico dei Cavalieri Templari e sulla Sindone. Quando siamo scesi all’aeroporto, mi sono trovato di fronte il presidente del Centro internazionale di Sindologia, il vicepresidente, tutta la delegazione e la dottoressa Marinelli, una delle studiose più conosciute della reliquia e mi sono detto: “Ma questa è una commissione d’esame”. La conferenza andò molto bene. Me ne chiesero una seconda e per il successo ricevuto mi conferirono la nomina di Cavaliere dell’Ordine dei Templari. È stato emozionante ricevere il mantello. Oggi essere un templare significa porsi al servizio del prossimo».

Palangio è un manager dai molteplici interessi, impegnato nella cultura e nel sociale: l’Ordine dei Templari lo ha nominato Cavaliere: «Per me significa essere al servizio del prossimo».

Lei è impegnato anche in un’altra realtà nella quale i bambini hanno difficoltà ad approcciarsi alla vita e a vedere un futuro: parliamo dei profughi tibetani.
«Mi sono attivato per i bambini tibetani con l’associazione Italian Amala. Ho portato nel sodalizio un gruppo di persone sensibili al problema e abbiamo sostenuto le adozioni a distanza sia come azienda che a livello personale. Ho inserito nella home page del nostro sito il progetto Italian Amala, perchè mi sembrava un argomento importante e interessante. A tre anni di distanza il numero di adozioni soddisfa pienamente le esigenze dei piccoli e quelle di Italian Amala».