L'avviso di accertamento fiscale esecutivo l'ennesima vessazione per i contribuenti
Cari Amici fate molta attenzione perché dal 6 ottobre 2011 il sistema fiscale italiano di accertamento dell'evasione o presunta tale, diventa ancora più vessatorio.
Sembra incredibile ma lo Stato Italiano è riuscito ad inventarsi l'ennesimo mostro giuridico a livello fiscale.
Infatti dal 6 ottobre 2011 è entrato in vigore l'avviso di accertamento esecutivo.
In parole semplici è stata abolita la cartella di pagamento che veniva spedita dopo l'avviso di accertamento.
Ora riceveremo soltanto l'avviso stesso che però, DECORSI 60 GIORNI DALLA NOTIFICAZIONE, DIVENTERÀ ESECUTIVO IN MANCANZA DI OPPOSIZIONE.
Pertanto con l'avviso di accertamento esecutivo l'Agenzia delle Entrate fa tre cose; contesta LA PRESUNTA evasione fiscale; quantifica la somma richiesta per capitale, sanzione ed interessi e fissa il termine di 60 giorni per pagare e per fare opposizione.
Quindi chi non paga, SECONDO LE ATTUALI NORME DI LEGGE, dopo 60 giorni può legalmente subire il pignoramento della sede aziendale, della casa e di ogni bene, inclusi i conti correnti bancari e postali, senza dimenticare il fermo tecnico degli autoveicoli, camion, furgoni ed auto aziendali.
OVVIAMENTE i Dirigenti dell'Agenzia delle Entrate e del Loro “braccio armato” Equitalia si stanno dando molto da fare per rilasciare interviste alle televisioni ed ai giornali, volte a tranquillizzare la Gente. Infatti dicono basta presentare un'istanza per adesione per allungare il termine di altri 90 giorni. Poi esistono sempre le rateizzazioni (con ulteriori interessi da pagare). Inoltre essi, oggi, affermano che se viene proposto ricorso non verranno promosse azioni coercitive, tipo ipoteche, pignoramenti e fermi amministrativi, le c.d. ganasce fiscali.
Osservo e Vi chiedo: Voi vi fidate dell'Agenzia delle Entrate e di Equitalia?
Vi fidate di un'istituzione che pur avendo come unici Soci lo Stato e l'INPS non riconosce l'istituto della prescrizione dei tributi, se non vi è una sentenza giudiziale che lo affermi ?
SENZA DIMENTICARE che la Giustizia Tributaria delle Commissioni è alla paralisi per l'immenso carico di lavoro e per la mancanza di mezzi finanziari.
Guarda caso proprio da luglio 2011 è stata introdotta la tassa (c.d. contributo unificato) anche per la presentazione dei ricorsi tributari. Per un ricorso di €. 5000 si pagano €. 120 ed al di sopra di €. 25000 ben €. 250
SENZA DIMENTICARE che la Commissione Tributaria di Roma che ci riguarda, sovente non fissa neppure l'udienza preliminare per discutere la richiesta di sospensione dell'avviso di accertamento, quella che secondo l'Agenzia delle Entrate servirebbe, in caso di opposizione, a fermare il termine di 60 giorni.
Volete sapere perché a Roma come in moltissime altre località d'Italia non viene fissata questa udienza, pur essenziale per il contribuente ? E' semplicissimo: perché lo Stato NON PAGA I GIUDICI TRIBUTARI PER TALE UDIENZA ed per il relativo provvedimento. Infatti i Giudici Tributari ricevono un compenso soltanto per le sentenze che emettono e questa sarebbe una semplice ordinanza.
Il Codice Penale NON mi consente di scrivere quello che penso ma sono certo che lo pensiate anche Voi.
Io sto vivendo da Professionista la tristissima vicenda di un noto Imprenditore Romano che una mattina ha ricevuto da Equitalia il pignoramento di tutti i conti bancari societari. Sapete cosa significa ? Non potere più pagare nessuno, né i fornitori e neppure i dipendenti; essere condannati al Fallimento. Qualsiasi siano le asserzioni dell'Agenzia delle Entrate.
Altro che 60 giorni o 150 giorni.
Il tutto per un avviso DI ACCERTAMENTO, ossia per un “pezzo di carta” che contesta una violazione e che molto spesso è sbagliato nelle richieste e nei conteggi, come dimostrano le migliaia di sentenze delle Commissioni Tributarie.
ATTENZIONE POI perché tali nuovi avvisi potranno essere applicati sin dalle dichiarazioni del 2007, sempre per la norma sulla prescrizione.
Cari Amici noi ci stiamo preparando. Impugneremo ogni accertamento avanti le Commissioni Tributarie ed avanti la Corte Costituzionale. Andremo a Strasburgo e se occorrerà anche a L'Aia, in qualsiasi sede giudiziaria ove vi sia ancora un po' di rispetto per la dignità umana, prima ancora che per il diritto.
Perciò sentite un consiglio da un esperto pluritrentennale: appena ricevete un avviso di accertamento fiscale esecutivo, correte immediatamente da chi vi possa assistere con competenza per tutelare Voi, i Vostri diritti e quello che avete costruito nel tempo, con il Vostro lavoro ed i Vostri sacrifici oltre che della Vostra Famiglia.
Un'ultima annotazione. Le interviste dell'ineffabile Direttore Generale dell'Agenzia delle Entrate e Company non sono passate su “Scherzi a parte”.
State in campana.
Cordialmente Vostro

